Diamo una voce alla balbuzie

Valutazione e Trattamento dei Disturbi del Flusso Verbale, Balbuzie e Cluttering Bambini, Adoloscenti, Adulti a Torino dal 1994

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La Balbuzie

Può essere ereditata. La balbuzie è un disturbo della comunicazione verbale come conseguenza di un sistema neuromotorio fisiologicamente e strutturalmente alterato. E’ una perdita involontaria di controllo che si manifesta con un discorso non fluido. Il parlato può essere interrotto daPause Tese (Blocchi), Ripetizioni di Sillabe o Suoni e Prolungamenti. Questi episodi disfluenti sono accompagnati a tensione muscolare \ sforzo ed in alcuni casi anche a innalzamento della frequenza o del volume della voce. Un’altra caratteristica principale della balbuzie sono i Comportamenti Secondari cioè dei movimenti (evitare il contatto oculare, battere il piede, usare sinonimi, usare parole starter, far finta di non sapere una risposta, evitare situazioni comunicative), che colui che balbetta fa volontariamente \ in modo automatico per aiutarsi a superare o evitare l’episodio di balbuzie.

Non sempre può scomparire totalmente, nonostante strategie di controllo apprese, ma si può imparare a gestirla in modo attivo e consapevole per non subirla e limitarne quindi le conseguenze emotivo-relazionali.

Insorge generalmente intorno ai 3 anni di età, in maniera spesso improvvisa, periodo altamente critico per le abilità linguistiche, cognitive e motorie del bambino, poiché sono interessate da un rapido processo di maturazione e sviluppo.I maschi sono più predisposti verso la cronicizzazione.

Circa l’80% dei bambini che hanno iniziato a balbettare va incontro ad un miglioramento e remissione spontanea entro circa due anni dall’insorgenza. Un 20% circa di casi, invece, cronicizza e la balbuzie può persistere con una consistenza più o meno grave fino ad un’età più avanzata.

Una valutazione accurata del caso è estremamente importante, per individuare i Fattori di Rischio di Cronicizzazione: Fisiologici, Linguistici, Ambientali, Emotivi. Fin dal momento dell’insorgenza possiamo ipotizzare la probabilità che quel bambino non balbetti più rispetto a una possibile cronicizzazione del disturbo.

La variabilità è una caratteristica della balbuzie.

E’ meglio intervenire se il bambino, dopo sei mesi dall’insorgenza, continua a presentare disfluenze

La ricerca ha dimostrato che un intervento precoce (entro l’anno dall’insorgenza dei primi sintomi) può modificare la manifestazione della balbuzie nel tempo.

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